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Le eredità giacenti si verificano quando la successione si è aperta, ma il chiamato non ha ancora accettato l’eredità e non è nel possesso dei beni. In questa situazione il patrimonio ereditario resta senza un titolare effettivo che lo amministri.
Non è una fase automatica della successione né una scelta degli eredi: si tratta di una procedura attivata con provvedimento del giudice. Senza questo intervento, il patrimonio resterebbe esposto a rischi concreti, come il deterioramento dei beni o la mancata gestione delle obbligazioni.
Che cosa si intende per eredità giacente
L’eredità giacente è una condizione temporanea di inattività della successione, regolata dall’articolo 528 c.c. e seguenti del codice civile.
Si verifica quando:
- l’eredità è stata aperta (cioè il soggetto è deceduto);
- esistono chiamati all’eredità;
- nessuno ha ancora accettato;
- nessuno è nel possesso dei beni ereditari.
In questa situazione, il patrimonio non può restare senza gestione. Per questo il tribunale interviene nominando un curatore, che agisce come organo di amministrazione imparziale, sotto controllo giudiziario.
Si tratta di una figura distinta da altri operatori del settore immobiliare: non svolge attività di intermediazione né rappresenta interessi di parte, ma opera su incarico del giudice con funzioni di tutela e conservazione (una differenza sostanziale rispetto, ad esempio, all’agente immobiliare, come spiegato qui)
L’istituto ha una funzione precisa: conservare il patrimonio ereditario e tutelare sia gli eventuali eredi sia i creditori.
Quando si apre davvero un’eredità giacente
Non basta il decesso perché si parli di eredità giacente.
Affinché si configuri la giacenza devono essere presenti contemporaneamente tre elementi:
- mancata accettazione dell’eredità da parte dei chiamati;
- assenza di possesso dei beni ereditari (anche uno solo dei beni può escludere la giacenza);
- nomina del curatore da parte del tribunale.
Questo ultimo elemento è decisivo: l’eredità diventa giacente solo con il provvedimento del giudice.
La competenza è del tribunale del luogo in cui si è aperta la successione (ultimo domicilio del defunto). La nomina può essere richiesta da chiunque vi abbia interesse, ad esempio creditori, chiamati o altri soggetti coinvolti.
Chi è il curatore dell’eredità giacente e che cosa fa
Il curatore è un soggetto nominato dal tribunale con un incarico preciso: gestire il patrimonio ereditario senza alterarne la consistenza, in attesa che qualcuno accetti l’eredità o che la procedura si concluda.
Dopo la nomina, il curatore:
- presta giuramento davanti al giudice;
- redige l’inventario dei beni ereditari (atto fondamentale per definire attivo e passivo);
- amministra il patrimonio, occupandosi di conservazione e gestione ordinaria;
- ricerca gli eventuali eredi;
- tutela i creditori, verificando le pretese e gestendo i pagamenti secondo le regole;
- rende conto della gestione al tribunale.
Il curatore non è un proprietario e non può disporre liberamente dei beni: per gli atti che eccedono l’ordinaria amministrazione è necessaria l’autorizzazione del giudice.
Eredità giacente ed eredità vacante: differenze
Le due situazioni vengono spesso confuse, ma non sono la stessa cosa.
- L’eredità giacente è una fase temporanea: esistono chiamati, ma non hanno ancora accettato e il patrimonio è amministrato dal curatore.
- L’eredità vacante riguarda invece l’assenza definitiva di successibili o la mancata accettazione nei termini: in questo caso, l’eredità si devolve allo Stato (art. 586 c.c.).
La giacenza è quindi una situazione di attesa e tutela, mentre la vacanza è una conclusione della vicenda successoria.
Che cosa succede a immobili, conti correnti e debiti
Durante la giacenza, il patrimonio ereditario viene gestito in modo conservativo.
Immobili
Gli immobili non possono essere liberamente venduti. Il curatore può occuparsi della loro custodia, manutenzione e, se necessario, locazione, ma per la vendita serve un’autorizzazione del giudice.
Anche quando si arriva alla liquidazione del bene, il trasferimento non è immediato né automatico, ma segue una sequenza di atti formali stabiliti dalla procedura esecutiva (dal verbale di aggiudicazione al decreto di trasferimento, come spiegato qui)
Conti correnti e denaro
Le somme vengono gestite dal curatore, che le utilizza per le spese necessarie alla conservazione del patrimonio e per soddisfare, nei limiti consentiti, i creditori.
Debiti
I debiti del defunto non scompaiono: vengono gestiti nell’ambito della procedura. Il curatore verifica le richieste dei creditori e provvede ai pagamenti secondo le regole e le autorizzazioni ricevute. Questo significa che eventuali obbligazioni possono incidere concretamente sul patrimonio e, in alcuni casi, emergere anche in fasi successive alla vendita, sotto forma di costi non immediatamente evidenti nella documentazione di gara (come approfondito qui).
In ogni caso, l’asta o la procedura non modificano la natura dei beni né risolvono automaticamente criticità giuridiche o urbanistiche: eventuali irregolarità restano e devono essere verificate negli atti e nelle perizie.
Chi presenta la dichiarazione di successione in caso di eredità giacente
Quando nessun erede ha ancora accettato, la legge individua comunque un soggetto responsabile.
Il curatore dell’eredità giacente rientra tra i soggetti obbligati alla presentazione della dichiarazione di successione, che deve essere trasmessa entro i termini previsti (in via ordinaria, entro 12 mesi dall’apertura della successione).
Questo passaggio è essenziale perché consente di:
- dichiarare il patrimonio ereditario;
- determinare le imposte dovute;
- mantenere la regolarità fiscale della procedura.
Quando finisce l’eredità giacente
La giacenza non è una condizione permanente. Si conclude quando:
- un chiamato accetta l’eredità (subentrando nella titolarità dei beni);
- la procedura viene chiusa dal tribunale;
- si verifica una situazione di eredità vacante, con devoluzione allo Stato.
Con la cessazione della giacenza termina anche l’incarico del curatore.
Domande frequenti sulle eredità giacenti
Serve sempre il curatore?
Sì, la giacenza esiste solo se il tribunale nomina un curatore. Senza nomina, non si configura la procedura.
Chi può chiedere l’apertura della procedura?
Chiunque abbia interesse, come creditori o soggetti coinvolti nella successione.
Un chiamato può vendere un bene prima di accettare?
No. Senza accettazione, non diventa titolare dei beni e non può disporne.
Chi paga le spese durante la giacenza?
Le spese vengono sostenute con il patrimonio ereditario, sotto la gestione del curatore.
La giacenza elimina i problemi dell’immobile?
No. La procedura conserva e gestisce il patrimonio, ma non sana automaticamente irregolarità: queste restano e devono essere verificate negli atti.
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